27 Agosto 2010 Tributo Massimo Urbani JazzUp New Generation – Camilla Battaglia Quartet

Quando, il 24 giugno 1993, Massimo Urbani muore tragicamente a Roma, il mondo del jazz italiano ne resta profondamente sconvolto. Tutti i colleghi del sassofonista si rendono conto che la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile.

Maurizio Urbani

Maurizio Urbani

Sanno che la voce del suo strumento è unica e insostituibile, appassionata e travolgente. Sentono che avranno nostalgia del suo incontenibile talento e della sua capacità di rinnovarsi ogni sera pur eseguendo sempre lo stesso repertorio. Urbani era infatti un maestro della sorpresa: grazie a doti non comuni di improvvisatore e a un istinto musicale infallibile si confrontava con gli standard in modo assolutamente personale, seguendo in questo le orme dei più grandi jazzisti del passato e in primo luogo del suo eroe per eccellenza, Charlie Parker.

(Fonte : www.premiomassimourbani.it)

ore 21,30 – Concerto New Generation – Camilla Battaglia QuartetSpecial Guest Maurizio Urbani

In collaborazione con la direzione artistica del Premio Internazionale Massimo Urbani.

In concerto i vincitori del Concorso Internazionale dedicato a Massimo Urbani JazzUp New Generation – Camilla Battaglia Quartet
Camilla Battaglia – Voce
Niccolò Cattaneo – Pianoforte
Daniele Tortora – Contrabbasso
Paolo Zucchetti – Batteria
concorso internazionale che si svolge nel territorio dei Comuni di Camerino ed Urbisaglia ed ha il compito, strutturato attraverso rigorose selezioni dal vivo ed una prestigiosa serata finale, di continuare ad essere un palcoscentico di assoluta ribalta per la carriera dei giovani talenti del Jazz internazionale;

Camilla Battaglia Quartet

riveste da piu’ di un decennio uno spazio importante nel panorama jazzistico italiano.Nelle precedenti edizioni il Premio, unico in Italia per giovani solisti Jazz, è riuscito a mettere in evidenza e valorizzare giovani talenti oggi affermati come Rosario Giuliani, Alfonso Deidda, Gianluca Petrella, ecc. Negli anni hanno collaborato con il Premio, in qualità di membri della giuria o musicisti della ritmica che accompagna i concorrenti, musicisti straordinari come Franco D’Andrea, Giovanni Tommaso, Stefano Bollani, Paolino Dalla Porta, Massimo Manzi, Fabrizio Sferra, Enrico Rava, Renato Sellani, Barbara Casini, Paolo Birro, Paolo Fresu, Massimo Moriconi, Maurizio Giammarco, Enzo Pietropaoli, nonché personaggi del mondo della critica specializzata come Marcello Piras.

Ore 22,15 – Proiezione del documentario:

MUSICA NELLA FABBRICA ABBANDONATA di Paolo Colangeli

Un fedele ritratto per immagini del musicista è quello tracciato dal regista Paolo Colangeli nel documentario Massimo Urbani nella fabbrica abbandonata. Le prime sequenze ci mostrano il sassofonista mentre suona da solo in un vecchio capannone industriale, come a sottolineare la forte individualità che caratterizza la sua concezione della musica. Poi è lui stesso a raccontarsi, a parlare della sua vita, delle sue scelte e del suo rapporto tormentato con le droghe. Le scene successive si svologono di notte, su un’automobile che percorre le strade di Roma. Massimo suona il suo strumento e risponde alle domande dell’intervistatore. La città che scorre attraverso i vetri dei finestrini appare cupa, difficile, poco ospitale e soltanto a tratti Urbani ritrova il sorriso, quel lampo nello sguardo, quella gioia e quell’energia che si riverberano nella sua musica.

Produzione MEDIA MEDITERRANEA snc
Anno 1995
Regia Paolo Colangeli
Con Tony Scott
Consulenza musicale Leonardo Gensini
Fotografia Marco Frattini
Suono Julian Civiero
Montaggio Luca Gazzolo

I filmati sono stati realizzati tra il 1991 e il 1993 in pellicola 16mm e video betacamSP, per poi essere successivamente montati in Avid nel 1995.
Il montato definitivo si compone di 26 sezioni riguardanti i diversi aspetti della vita di Massimo Urbani, raccontati in una giornata normale della sua vita, con il tono onesto e sincero che lo ha sempre contraddistinto. Ad intervallare le confidenze fabulatorie ci sono naturalmente quelle sonore: praticamente si tratta di un montaggio alternato di dialoghi e clip musicali, e di queste molte in assolo, dove il film si concentra sul suono di Massimo, sul ripercorrere le tappe e le topiche musicali dello stile di Massimo.

Il film ha inaugurato l’edizione 1995 del festival Milano Musica Inverno e successivamente è stato proiettato in diverse occasioni, mentre piccole parti comprensive di interviste al regista sono state trasmesse da emittenti quali RadioRAI, RAI3, VideoMusic, RAISAT Show, recensioni sono apparse su molti giornali tra cui Corriere dela Sera, Repubblica, Tempo, e con un articolo da mezza pagina su il Manifesto. Ha vinto, nell’agosto 1995, il primo premio al festival internazionale “Jazz image” a Villa Celimontana, Roma.

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